Un'immagine generica segnaposto con angoli arrotondati in una figura.

Cappella dell'Addolorata

Edificio di culto - Cappella

Risalente al XVII secolo, è l’unica ancora riconoscibile tra le antiche cappelle del borgo. Gentilizia, con torre campanaria e affreschi, testimonia la devozione e la storia delle famiglie Targiani e Guerriero.


Un'immagine generica segnaposto con angoli arrotondati in una figura.

Descrizione

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La Cappella dell’Addolorata di Episcopia: ultimo frammento di un paesaggio sacro diffuso.

Nel tessuto urbano moderno di Episcopia, dove le trasformazioni edilizie e sociali hanno cancellato molte tracce del passato, la Cappella dell’Addolorata resiste come una delle ultime testimonianze riconoscibili dell’antico paesaggio devozionale del borgo.

Situata lungo l’asse viario secondario che un tempo conduceva dal Castello verso il Monastero di Santo Jorio, la cappella venne edificata presumibilmente nel XVII secolo, a poca distanza dal Palazzo Guerriero, anticamente Palazzo Targiani. È un esempio significativo di architettura religiosa gentilizia, nata all’interno del sistema del jus patronato, cioè il diritto di fondazione, cura e gestione spirituale legato a famiglie nobili o notabili locali.

Una cappella di famiglia: i Targiani e i Guerriero

La Cappella dell’Addolorata era anticamente conosciuta come Cappella di Nostra Signora dei Sette Dolori. Già censita nel Catasto Onciario del 1753, risultava posseduta in jus patronato dalla famiglia Targiani, con cappellano il Rev.mo Don Francesco Antonio Targiani.

Successivamente, per via ereditaria, la cappella passò alla famiglia Guerriero, discendente proprio dai Targiani, che ne conserva tuttora la proprietà. Questa continuità patrimoniale racconta il profondo legame tra culto privato, prestigio familiare e memoria religiosa, tipico del Mezzogiorno moderno.

La struttura si presenta semplice ma curata. È preceduta da una ringhiera con cancelletto di accesso e conserva un portone recentemente decorato con rilievi in legno. All’interno sono presenti affreschi, segno della cura devozionale e artistica riservata a questo piccolo luogo sacro.

Alla sinistra della cappella si erge una torre campanaria, raggiungibile tramite una scala che affaccia sul vicolo. La torre è dotata anche di un orologio che, fino a qualche anno fa, scandiva il tempo del paese. Oggi questa funzione è svolta dalle campane della Chiesa Madre, ma l’antico orologio resta un elemento significativo della memoria urbana di Episcopia.

Un paesaggio devozionale perduto

Nel 1753, Episcopia disponeva di ben sette cappelle, un dato che testimonia la vitalità religiosa diffusa del paese e la presenza capillare di luoghi di culto legati a famiglie, rioni e devozioni particolari.

Tra queste vi erano la Cappella di San Rocco, oggi ridotta a rudere e ancora visibile nell’attuale Via San Rocco; la Cappella di Nostra Signora del Carmine, oggi non identificata; la Cappella di San Pietro, un tempo in località Manca di Basso e oggi distrutta a causa del passaggio delle condutture dell’acquedotto; la Cappella di San Giovanni, attualmente irrintracciabile; la Cappella dell’Annunziata, oggi irreperibile; e la Cappella di Santa Croce, già sconsacrata nel 1753, poi passata alla famiglia Frabasile e successivamente alla famiglia Calabrese.

In questo quadro, la Cappella dell’Addolorata assume un valore ancora più forte: è una delle ultime cappelle tuttora presenti nel territorio di Episcopia e l’ultima rimasta chiaramente riconoscibile all’interno del tessuto urbano moderno del paese.

Funzione storica e identità comunitaria

Oltre al suo valore architettonico e genealogico, la cappella ha svolto nel tempo una funzione rituale e comunitaria. È stata luogo di preghiera, raccoglimento e devozione mariana, collegata all’iconografia dell’Addolorata, figura intensamente venerata nella spiritualità meridionale.

Il culto della Madonna dei Sette Dolori richiama una dimensione religiosa profonda, legata al dolore, alla compassione e alla partecipazione spirituale alla Passione di Cristo. Per questo la cappella conserva un forte valore simbolico, soprattutto nel contesto delle celebrazioni della Settimana Santa e della devozione popolare.

La sua posizione, la vicinanza al Palazzo Guerriero e il legame con la famiglia Targiani restituiscono l’immagine di un borgo in cui luoghi sacri, dimore gentilizie e percorsi urbani formavano un unico paesaggio di fede, memoria e rappresentazione sociale.

Una piccola cappella, una grande memoria

La Cappella dell’Addolorata di Episcopia è molto più di un piccolo edificio religioso. È un frammento prezioso della storia urbana e spirituale del paese, un monumento alla devozione privata e familiare, ma anche una testimonianza della rete di cappelle che un tempo punteggiava il territorio.

Nel suo portone, nella torre campanaria, nell’orologio, negli affreschi e nella sua permanenza nel tessuto urbano moderno si legge la resilienza del sacro in un contesto segnato da trasformazioni e perdite.

Per questo meriterebbe tutela e valorizzazione come tappa di un percorso di riscoperta del patrimonio religioso minore di Episcopia: un patrimonio spesso silenzioso, ma fondamentale per comprendere l’intreccio tra storia familiare, devozione popolare, territorio e identità comunitaria.

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Email: prolocoepiscopia@gmail.com
Telefono: +39 0973 659 197

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